Codice Forestale Camaldolese

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Abbazie ed Eremi Camaldolesi
CONVEGNO CAMALDOLI: 28-29 Maggio 2010
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"Codice Forestale Camaldolese, la ricerca delle radici per lo sviluppo sostenibile"

     

“… se saranno gl’Eremiti studiosi veramente della solitudine, bisognerà che habbiano grandissima cura, & diligenza, che i boschi, i quali sono intorno all’Eremo, non siano scemati, ne diminuiti in nium modo, ma piu tosto allargati, & cresciuti”.

Eremiticae Vitae Regula a Beato Romualdo Camaldulensibus Eremitis tradita, Paolo Giustiniani, Camaldoli 1520.

Tradotta dal latino alla lingua toscana da Dom Silvano Razzi, 1575.

      Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'Osservatorio Foreste INEA e il "Collegium Scriptorium Fontis Avellanae" e si propone il recupero, la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico-culturale della Congregazione Benedettina Camaldolese nella gestione secolare (dal 1027 al 1868) del territorio montano e delle sue risorse naturali. In particolare lo studio del materiale conservato nelle fonti camaldolesi edite e in altri numerosi documenti e atti, in gran parte ancora sconosciuti, conservati negli Archivi di Stato e in quelli privati, permetterà di recuperare il patrimonio di conoscenze acquisite nella gestione agricola e nelle utilizzazioni forestali dei territori Appenninici.

Non si tratta di un semplice studio rivolto al passato, bensì di un'opportunità per poter comprendere il senso profondo e le motivazioni che stanno alla base del rapporto uomo - ambiente inteso come fondamento etico essenziale per l'avvio di una politica nazionale, regionale e locale che riconosca il ruolo insostituibile svolto dagli operatori agricolo - forestali e artigianali della montagna italiana.

La prima idea progettuale nasce da Don Salvatore Frigerio, che come Presidente del Collegium manifestò nel 2002 (Anno Internazionale delle Montagne) agli Stati Generali della Montagna di Torino, l'intenzione di mettere al centro di una ricerca scientifica il patrimonio di conoscenze e testimonianze che la Congregazione Benedettina dei monaci Camaldolesi ha avuto con le risorse naturali nel corso dei secoli. Dopo un primo avvio dei lavori (2003-2005) con l'INRM (ora Ente Italiano della Montagna) nel 2008 con un finanziamento del Mipaaf il testimone viene lasciato all'INEA che, firmata la convenzione con il Collegium, si impegna a proseguire le attività attraverso la valorizzazione del patrimonio storico non solo camaldolese ma anche avellanita.

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